Gli Orridi di Uriezzo: il Grand Canyon del Piemonte

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Sapevate che anche in Piemonte ci sono i canyon? Ebbene sì, in Valle Antigorio, in provincia di Provincia del Verbano-Cusio-Ossola, si trovano una serie di gole scavate nel granito da torrenti che in passato scorrevano a valle del Ghiacciaio del Toce e denominate Orridi di Uriezzo.

 

Difatti, nel corso dell’ultima glaciazione (terminata circa 12.000 anni fa) nell’attuale Valle Antigorio e Formazza si trovava il Ghiacciaio del Toce nella cui valle scorrevano numerosi torrenti e cascate che con il passare del tempo hanno eroso la roccia andando a formare questo particolare e affascinante spettacolo naturale che oggi chiamiamo “Orridi di Uriezzo”. Le strette vallate, i tortuosi cunicoli e le gole che oggi è possibile ammirare si sono formate una volta che i ghiacciai sono scomparsi. Il prosciugamento dei vari torrenti alimentati dai ghiacciai ha lasciato spazio ad un vero e proprio canyon che oggi si può visitare a piedi.

 

Tutt’altro che “orrido” in effetti è lo spettacolo che ci si trova davanti una volta incamminati per questo canyon piemontese incastonato nella Valle Antigorio.

 

Il fenomeno di erosione operato dai torrenti, che oggi non scorrono più e nel cui “letto” è possibile appunto camminare, ha creato un paesaggio naturale molto raro nelle Alpi. La forza dell’acqua ha difatti operato come le mani di uno scultore creando una serie di grandi cavità subcircolari separate da stretti e tortuosi cunicoli le cui pareti sono ricoperte di scanalature, volute e nicchie.

 

La scarsa luminosità, la molta umidità e le pareti lisce e levigate hanno permesso lo sviluppo di un complesso ecosistema. In queste condizioni ambientali difficili si sono adattate e sviluppate diverse specie vegetali come ad esempio i muschi e le felci.

 

Gli Orridi che oggi è possibile visitare sono tre: l’Orrido Sud, da molti considerato come il più bello e spettacolare, lungo circa 200 metri e profondo da 20 a 30; l’Orrido Nord-Est, molto stretto in alcuni punti, è lungo circa la metà del primo e profondo 10 metri; l’Orrido Ovest, meno caratteristico degli altri due ed indicato per i più esperti, che si trova a lato della mulattiera che da Uriezzo sale verso la strada statale tra Baceno e Premia.

 

Esiste un quarto orrido, denominato di Vallaccia, che si trova sotto la Chiesa di Baceno ma è di difficile accesso e termina con un salto sul torrente Devero.

 


Foto Credits

 

I Punti di accesso agli Orridi di Uriezzo:

Per arrivare agli Orridi di Uriezzo ci sono tre punti di accesso: Premia (l’accesso più consigliato), Baceno e Verampio.

 

Premia: Subito dopo il paese seguite la deviazione segnalata per Crego e Uriezzo fino ad arrivare all’imponente parete di Balmafredda. Da qui breve deviazione, seguite la strada di sinistra in direzione di Crego, fino al ponte stradale sul Fiume Toce per ammirare l’imponente Orrido di Arvera. Ritornate poi a Balmafredda proseguite verso Uriezzo. Una volta lasciata l’auto alla fine della strada asfaltata, vicino al caratteristico oratorio di Santa Lucia, proseguite a piedi seguendo la segnaletica escursionistica realizzata con frecce gialle. Potrete accedere al primo Orrido, quello di Nord-Est, dopo pochi metri in corrispondenza della fenditura nella parete rocciosa subito dietro la prima casa in pietra ristrutturata. Per arrivare all’Orrido Sud, quello più importante, dovete continuare invece in leggera discesa lungo la strada sterrata fino ad un cartello di informazioni che ne segnala l’ingresso. Circa 100 metri prima una breve deviazione vi condurrà al ponte di Balmasurda, sull’omonima forra. Da qui, attraversando il ponte, potrete arrivare a piedi fino a Crego (30 minuti). All’uscita dell’Orrido Sud potete poi continuare fino al ponte di Maiesso per ammirare lo spettacolo delle caratteristiche Marmitte dei Giganti lungo il corso del Toce. Potete poi rientrare dalla stessa parte oppure prendendo il sentiero che aggira l’Orrido Sud. Il tempo di percorrenza (andata e ritorno) dall’oratorio di Santa Lucia è di 35 minuti per la sola visita dei due orridi. Ci vuole invece circa un’ora e dieci minuti se si scende fino a Maiesso per ammirare anche le Marmitte dei Giganti.

 

Baceno: seguite la mulattiera in parte lastricata e in parte scavata nella viva roccia, che dalla chiesa monumentale di San Gaudenzio scende fino alla Frazione Verampio. Una volta giunti al bivio segnalato da frecce escursionistiche, prendete il sentiero a sinistra che attraversa in piano una zona di bosco terrazzato e poi scende fino ad incrociare la pista di servizio al metanodotto nel tratto che corre parallela all’Orrido Sud.

 

Verampio: questo itinerario inizia dalla Trattoria della campagna. Da qui seguite la pista di servizio al metanodotto che attraversa il Torrente Devero e costeggia più o meno parallelamente il corso del Toce fino all’altezza del ponte in legno di Maiesso, da cui potrete ammirare le Marmitte dei Giganti. Poco dopo la strada compie un tornante e prosegue in piano. Subito dopo aver attraversato un ruscello dovete abbandonare la pista trattorabile (bivio segnalato) e si proseguire lungo un comodo sentiero che alternando tratti pianeggianti a tratti più ripidi, vi porterà all’entrata dell’Orrido Sud.

 

Gli Orridi di Uriezzo sono una perla del Piemonte che vi emozionerà con i suoi paesaggi, i suoi colori che si lasciano scoprire timidi con la poca luce che filtra dalle fenditure da cui si intravede, nelle belle giornate, il cielo blu. Passeggiare tra questi orridi sarà un po’ come camminare nel tempo e sentire la potenza della natura che ha saputo ancora una volta creare uno spettacolo incredibile.

 

Il percorso è percorribile tutto l’anno ad eccezione dei mesi invernali. Il periodo migliore per visitare gli Orridi di Uriezzo è quello che va da fine marzo a metà aprile, quando i ciliegi selvatici sono in fiore. È assolutamente sconsigliato uscire dai sentieri indicati dall’apposita segnaletica. Si effettuano inoltre visite guidate nei mesi estivi con partenza dall’Oratorio di Santa Lucia. Per maggiori informazioni potete consultare il sito ufficiale della Comunità Montana delle Valli dell’Ossola.

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