Quel giorno in cui la Mole Antonelliana crollò…

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La Mole Antonelliana è uno dei monumenti più importanti della città di Torino; a detta di molti il vero e proprio simbolo della città stessa. I lavori per la costruzione della Mole, iniziati nel 1863 su progetto dell’architetto Alessandro Antonelli, durarono diversi anni.

L’edificio, con i suoi 167,5 metri di altezza è tra gli edifici più alti d’Italia ed è la costruzione in muratura più alta d’Europa.

 

Oggi, la costruzione antonelliana è sede del famoso Museo Nazionale del Cinema di Torino ed è uno dei migliori punti da cui vedere la città. Si può infatti raggiungere il tempietto, posto ad 85 metri di altezza, grazie all’ascensore panoramico e ammirare Torino dall’alto in tutta la maestosa bellezza.

 

All’edificio simbolo di Antonelli sono legate diverse vicende, aneddoti e leggende come ad esempio quella secondo cui la Mole sarebbe una sorta di enorme antenna che cattura energia positiva dal sottosuolo di Torino e la irradia su tutta la città.

 

Per quanto riguarda gli eventi storici che hanno interessato il simbolo torinese per eccellenza, uno dei più importanti è sicuramente il crollo dei 47 metri della guglia avvenuto il 23 Meggio del 1953. I testimoni raccontanto che dopo una giornata particolarmente calda (il termometro aveva raggiunto la temperatura di 35,8°, un record per il mese di Maggio a Torino) si scatenò verso sera un tremendo nubifragio e alle 19:25 una tromba d’aria spezzò la guglia, allora costrutita interamente in mattoni, che precipitò nel giardino sottostante della RAI senza, fortunatamente ed incredibilmente, fare vittime.

 

La guglia fu ricostrutita negli anni successivi e terminata nel 1960 riportando la Mole Antonelliana all’altezza precedente. Questa volta però la punta non fu costrutita solo in mattoni, ma fortificata con un’armatura metallica rivestita di pietra. Sulla punta fu anche rinforzata la stella, resa tridimensionale e a dodici punte (e non più a cinque com’era prima). Prima della stella, sulla punta della Mole si trovava il Genio Alato (che molti identificano ancora oggi con un Angelo). Questo genio fu abbattuto durante un altro nubifragio, verificatosi a Torino nel 1904. Colpito molto probabilmente da un fulmine, il Genio Alato atterrò e rimase miracolosamente in bilico sul terrazzino sottostante, senza fare vittime. La statua, che fu poi sostituita dalla stella a 5 punte, è ancora oggi visibile all’interno della Mole.

 

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Incredibile immaginare la Mole Antonelliana decapicata della sua punta e ancora più incredibile pensare che dopo una magnifica e calda giornata di sole primaverile, un temporale abbia potuto abbattere 47 metri di guglia (fortunatamente senza provocare feriti).

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