Coronavirus: anche in Piemonte si sperimenta il plasma

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Coronavirus Piemonte plasma

Anche in Piemonte si sta sperimentando il plasma: a confermarlo il presidente della Regione Alberto Cirio. “Anche in Piemonte stiamo testando la cura con il plasma per i pazienti positivi al Coronavirus. Non abbiamo sbandierato la notizia, ma la sperimentazione è stata avviata negli ospedali di Novara e Torino con buoni risultati”, ha affermato Cirio.

 

Sono già una cinquantina i pazienti sottoposti al trattamento a Torino e Novara. Il presidente Alberto Cirio e l’assessore Luigi Icardi hanno poi aggiunto: “La cura è in corso di approfondimento, e la prossima settimana faremo il punto su quello che si è fatto in modo serio e scientifico“. I risultati di questa prima fase della sperimentazione delle cure con il plasma per i malati Covid nelle strutture di Torino e Novara verranno presentati dalla Regione in modo approfondito la prossima settimana.

 

La sperimentazione del plasma è stato uno dei temi affrontati nella giornata di ieri nella nuova videoconferenza dalla giunta regionale durante la quale si è parlato anche di monitoraggio del contagio, livelli di allerta e l’accordo con i medici.

 

Il monitoraggio. La Regione Piemonte vigilerà sull’andamento del contagio con tre livelli di monitoraggio: 1. elaborazione dei dati piemontesi raccolti dall’Unità di Crisi sulla base dei 21 indicatori individuati dal Ministero della Salute; 2. focus quotidiano dei livelli di attenzione locale sul modello elaborato e seguito dal prof. Vineis, che si basa su tre indicatori fondamentali: la curva del contagio, il fattore R0 (ovvero del numero medio di infezioni secondarie generato da ciascun individuo Covid positivo), la comparsa di eventuali focolai non solo geografici, ma anche ambientali (luoghi di lavoro, mezzi di trasporto pubblico e ambienti comunitari); 3. analisi territoriale istituzionale dell’impatto dell’emergenza sulla situazione economica e sociale, in coordinamento con Prefetture, Comuni capoluogo, Province, Asl, Unità di crisi, Consiglio regionale e con il supporto tecnico-scientifico dell’Ires, che analizza settimanalmente le eventuali criticità legate agli spostamenti dei cittadini nel trasporto (treni, autobus, metropolitane, aeroporti), negli esercizi ad alta affluenza (bar, ristoranti, tabaccherie) e nelle aree pubbliche, come giardini, parchi e mercati, al numero di attività produttive, commerciali e professionali aperte o ancora in situazione di chiusura, alle nuove povertà (buoni spesa, ricorso al Monte dei pegni).

 

I livelli di allerta. L’analisi dei dati permetterà la predisposizione di varie fasi di allerta (bianco/normalità, giallo/attenzione, arancione/preallerta, rosso/allerta) con grande attenzione agli ambiti ospedaliero, territoriale-sanitario e socio-economico, sulla base degli indicatori ministeriali che definiscono i livelli di allerta per l’attivazione delle eventuali e specifiche misure di contenimento, in accordo tra la Regione e Governo.

 

Accordo con i medici. La Regione ha raggiunto nella giornata di ieri anche uno nuovo accordo con le rappresentanze istituzionali e sindacali dei medici di medicina generale che getta le basi per la nuova riforma del servizio di medicina sul territorio. L’accordo permetterà ai medici, alla luce del quadro clinico, di porre direttamente in quarantena il “sospetto positivo” e, tramite la piattaforma Covid Piemonte, attivare la procedura di effettuazione del tampone diagnostico e del tracciamento dei suoi contatti. Inoltre, è stato redatto anche un primo documento per consolidare le strutture della medicina generale, necessarie per seguire le malattie croniche e intercettare le epidemie.

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