Giornata FAI d’Autunno 2017: palazzi e luoghi da scoprire

Ritorna l’appuntamento con la Giornata FAI (Fondo Ambiente Italiano), con l’edizione autunnale che vi porterà alla scoperta di antichi luoghi di Torino attraverso particolari itinerari tematici. L’evento che si svolgerà domenica 15 ottobre realizzata dai Gruppi FAI Giovani a sostegno della campagna di raccolta fondi “Ricordiamoci di salvare l’Italia”, attiva dal 1° al 31 ottobre.

 

Per l’occasione tanti volontari accompagneranno torinesi e non alla scoperta di luoghi normalmente non accessibili o poco valorizzati, legati da una tematica comune – la musica, le tradizioni artigiane, il panorama urbano dall’alto… – e raccontati dallo spirito entusiasta dei giovani.

 

Il Gruppo Fai Giovani Torino per la Giornata FAI d’Autunno 2017 ha ideato un percorso composto da tre siti eccezionalmente aperti al pubblico mediante visite guidate dalle ore 10.00 alle ore 18.00. Saranno visitabili:

 

Torino:

 

La Fondazione Giovanni Agnelli (via Giacosa, 38)
E’ un istituto di ricerca nelle scienze sociali, costituito a Torino nel 1966, in occasione del centenario della nascita del senatore Giovanni Agnelli. Sin dall’origine, la Fondazione Agnelli trova sede nel villino che fu voluto e abitato dal senatore agli inizi del Novecento. Negli anni Settanta, si realizza, su progetto dell’architetto Amedeo Albertini, il primo ampliamento dell’istituto, consistente nell’addizione di nuovi locali per uffici. Negli anni Ottanta, si avvia un intervento di restauro e la riprogettazione di alcune sezioni secondo il progetto degli architetti Gabetti e Isola. L’ultima grande trasformazione risale al 2016, quando lo studio d’architettura Carlo Ratti Associati viene incaricato di rinnovare la sede per dotarla di spazi adeguati alle nuove funzioni, che si caratterizzano per l’avanzato livello di integrazione tra architettura e tecnologie digitali, detto IoT (Internet of Things), sviluppato in collaborazione con Siemens Italia.

 

Il Palazzo della Luce (via Bertola 40)
Fu acquistato nel 1925 dalla SIP (Società Idroelettrica Piemonte) dalla Cassa Risparmio di Torino. L’imponente edificio, realizzato in quello che fu l’isolato di Sant’Eustachio, in pieno centro cittadino, avrebbe dovuto costituire la sede principale della CRT. La progettazione fu affidata nel 1915 all’Arch Ceresa che per la superba facciata si ispirò a quella juvarriana di Palazzo Madama (i torinesi lo chiamano infatti “Piccola Madama”) interpretando magnificamente lo stile eclettico in voga all’inizio del ‘900. I lavori, ad eccezione della struttura esterna, terminarono solo alcuni anni più tardi; fu ufficialmente inaugurato nel 1928 con il nome di “Palazzo dell’Elettricità”. Nel 1929 in un locale del seminterrato ebbe luogo l’inaugurazione ufficiale di “Radio Torino”. L’edificio fu utilizzato poi dall’ENEL fino al 1982. Dal 2011 è in atto un progetto di valorizzazione che ha portato alla creazione di uffici ed eleganti appartamenti.

 

The Number 6 – Palazzo Valperga Galleani (via Alfieri 6)
Tra i più antichi edifici privati della “città nova” voluta da Carlo Emanuele I, il palazzo Valperga Galleani, in via Alfieri 6 a Torino, ora denominato “The Number 6”, ha origine dall’abitazione che l’architetto ed ingegnere militare Maurizio Valperga, su propri progetti, amplia e ricostruisce nel 1663. L’edificio, passato nel 1709 ai conti Galleani di Canelli e Barbaresco, è oggetto dal 1781 al 1784 di una grandiosa ristrutturazione progettata da Luigi Michele Barberis. Dopo i passaggi all’Istituto Cottolengo nel 1925 e al Banco Ambrosiano nel 1951, il palazzo è ritornato ai fasti settecenteschi grazie al lavoro compiuto dal Gruppo Building fra il 2010 e il 2013. Il progetto di riqualificazione, caratterizzato dalla volontà di aprire alla fruizione pubblica le opere d’arte pensate da Richi Ferrero per il cortile, è stato scelto fra una rosa di 3.000 finalisti su un totale di 31.000 segnalazioni, ed ha ottenuto nel 2015 da Archdaily il riconoscimento di migliore intervento nella sezione restauro.

 

Fuori Torino:

 

Castello di Foglizzo (Foglizzo, via del Castello)
Il Castello è dal 1885 sede del Comune di Foglizzo che lo acquistò dai conti novaresi Biandrate. Di origine tardo-romana, per via della sua posizione elevata rispetto al paese e alla pianura sottostante veniva usato nel periodo medioevale come luogo di difesa e rifugio, ingentilito in chiave rinascimentale con interventi nel XVI secolo. Fra il XVII secolo ed il XVIII secolo fu trasformato in dimora signorile, con abbattimento del ricetto, sostituito dal giardino superiore. I saloni interni sono abbelliti da affreschi, emblemi e blasoni, soffitti a cassettoni riccamente decorati e volte a vela finemente affrescate, oggetto di recenti restauri. La visita permette di riscoprire la bellezza degli ambienti interni e conoscere le tecniche che impiegate durante i lavori.

 

Chiesa di San Giovanni, Foglizzo (Foglizzo, via Umberto I)
La costruzione della chiesa iniziò nel 1702. In precedenza qui si trovava la cappella di Santa Elisabetta del 1600. La nuova chiesa fu benedetta nel 1710, ma la decorazione della cupola e della chiesa, opera del pittore valsesiano Pietro Camoschello, risale al 1733. La facciata, progettata da Pancrazio Mosso, ingegnere addetto tra le altre opere anche alle Regie Fortificazioni di Cuneo e Demonte, risolve il problema dello scarso spazio a disposizione lungo la via principale del paese: con una brillante soluzione architettonica che impiega pochi elementi e sfrutta una considerevole altezza, prepara alla sorpresa della magnificenza della cupola e alla ricchezza degli altari, fra i quali spicca quello dedicato a San Francesco di Sales, interamente in legno sculturato, risalente al 1732.

 

Castello e parco di Masino (Masino, frazione di Cavarino) Aperto tutto l’anno
Il Castello di Masino ha origini molto antiche: originariamente era una semplice fortificazione a pianta quadrata con torri angolari.La famiglia Valperga, proprietaria originaria del castello, lo abitò fino al 1987, anno della morte della Marchesa Vittoria Leumann, moglie di Cesare Valperga di Masino. Il Castello venne presumibilmente demolito alla metà del XVI secolo e ricostruito nel corso del Seicento.

 

Museo della saggina e della scopa (Foglizzo, via Umberto I)
Il museo, ospitato nella ex Chiesa di San Defendente, è una testimonianza della fiorente produzione artigianale di scope di saggina nei secoli scorsi e che oggi è quasi scomparsa. Il percorso museale illustra le fasi di coltivazione, raccolta e lavorazione della saggina, oltre alle tecniche di fabbricazione delle varie tipologie di scope, con dimostrazione di produzione e esposizione del prodotto finito.

 

Centrale idroelettrica Enel green power di Venaus (Venaus, Frazione Centrale). Ingresso esclusivo per iscritti Fai.
Questa centrale idroelettrica entrò ufficialmente in funzione nel 1967 utilizzando le acque del lago artificiale del Moncenisio, sbarrate dalla diga situata poco oltre il confine, in territorio politicamente francese e geograficamente italiano. Per ampliare il piccolo lago naturale già esistente presso il Colle del Moncenisio, una prima diga di contenimento fu costruita nel 1921 mentre la diga attuale, del 1968, è realizzata interamente in materiale naturale senza utilizzo di calcestruzzo. L’impianto è entrato in servizio nel 1967 e sfrutta le acqua del lago, la cui capacità utile è pari a 320 milioni di metri cubi. Il salto utile è superiore a 1300 metri, la portata di 21 metri cubi al secondo e la potenza di 240 MW.

 

Centrale idroelettrica Iren Pont Ventoux – Venaus (Venaus, Strada Provinciale 210, Venaus)
La centrale elettrica è stata realizzata in una caverna sotterranea con un volume di scavo pari a circa 35.000 m3. Il piano sala macchine è accessibile tramite una galleria principale di circa 1.170 m di lunghezza. La centrale è anche dotata di una galleria di fuga della lunghezza di circa 460 m. I trasformatori sono stati alloggiati in caverne sotterranee indipendenti dalla sala macchine. Nella centrale in caverna sono alloggiati i macchinari idraulici ed elettrici di produzione: un gruppo binario (turbina tipo Francis ed alternatore) e un gruppo ternario (turbina tipo Francis, alternatore e pompa), entrambi ad asse verticale e con una potenza efficiente complessiva di 150 MW. La pompa, avente una portata massima di circa 13 m3/s, consente di trasferire l’acqua dal serbatoio delle Gorge della Dora Riparia al serbatoio di regolazione di Val Clarea.

 

Il Leu di Casalborgone (Casalborgone, piazza Bruna 14)
Il monumento più importante di Casalborgone è il suo centro storico, assaporato nella sua interezza, soltanto così i singoli edifici armonicamente inseriti nella struttura urbana, circondata a sud da bastioni cinquecenteschi, possono essere apprezzati. Il leu, dal latino locus, così ancora oggi lo chiamano gli abitanti, ha conservato intatte le caratteristiche impresse a partire dal XIII secolo e nel corso di circa cinquecento anni dai Signori e dalla Comunità di Casalborgone. Il nucleo originario di abitazioni si sviluppò attorno al castello, con insediamenti dapprima nel “castrum planum o receptum” e successivamente fu costruita la cortina di case costituente la villa. Tra il ‘600 ed i primi anni del ‘700 si sopralzarono alcune case medievali e in sostituzione di altre crollate si elevarono eleganti e sobrie dimore. Sostanzialmente nulla è mutato dell’aspetto che il Leu aveva agli inizi del ‘700.

 
Quando
Data/e: 15 Ottobre 2017
Orario: 10:00 - 18:00

 
Dove
Torino
Torino - Torino
 
Prezzo
L'accesso è libero con corsie preferenziali per gli iscritti Fai.
 
Altre informazioni
www.giornatefai.it
 
Categoria dell'evento

 
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