Le 50 parolacce più curiose in dialetto piemontese (e la loro origine)

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Dopo aver passato in rassegna le antiche unità di misura piemontesi, abbiamo pensato di fare una rassegna un po’ più particolare e, diciamolo pure, anche un po’ più colorita, ovvero quella delle parolacce e delle offese più curiose in dialetto piemontese. Può essere utile capire, alcune volte, quando delle persone usano termini in dialetto di non facile comprensione.

 

Alcuni sono usati ancora oggi, altri ormai abbandonati. Sono termini, spesso, un po’ volgari, ma è bello conoscere anche le espressioni colorite che hanno fatto parte, e per molti casi ne fanno ancora, del dialetto e del modo di esprimersi dei torinesi e dei piemontesi in generale.

 

Ecco qui di seguito le 50 parolacce più curiose in dialetto piemontese. L’uso di alcune di queste parole è, per ovvi motivi, vivamente sconsigliato.

 

1. Gadan

Una via di mezzo tra uno sciocco ed un fannullone

 

2. Tüpin

Questo termine indica, in dialetto piemontese, il pitale che si usava una volta per la raccolta dell’urina durante la notte. Per estensione, l’uso come parolaccia o offesa, indica una persona che è considerata alla stregua di un contenitore per la pipì. Altre interpretazioni danno a “tupin” il significato di pentola di coccio e dunque riferito ad una persona significherebbe “cocciuto” o “stupido”.

 

3. Fòl

Questo aggettivo deriva dal sostantivo piemontese “folairà” che significa “stupidata”. Dunque, con questo termine, si indica una persona non particolarmente intelligente, in poche parole uno “stupido”.

 

4. Fulatun

Questa espressione è un rafforzativo della precedente e significa “stupidone”.

 

5. Fulatrun

Questa invece è il superlativo delle precedenti due parole e indica una persona molto stupida, letteralmente uno “scimunito” o un “rimbambito”.

 

6. Ancütì

La parola in piemontese significa “tardo, che non capisce, zoticone”. Il termine deriva dal verbo piemontese “ancütì” che significa “arruffarsi i capelli”. Forse nel senso popolare, una persona che non capisce è identificata con il gesto di mettersi le mani nei capelli.

 

7. Baleng o Balengu

Sicuramente una delle espressioni colorite più conosciute ed usate nel dialetto torinese e piemontese. Questo termine indica una persona “sciocca” o “stupida”.

 

8. Piciu

Letteralmente “piciu” in piemontese indica il sesso maschile. Per estensione del termine, in dialetto, si usa questa parola per definire una persona come una “testa di cazzo” o un “cazzone”.

 

9. Betè

Molto simile al suo corrispettivo in italiano, questa parola piemontese significa “ebete”.

 

10. Bòja Fàuss

Questa è una tipica imprecazione piemontese che indica stupore e/o rabbia e che significa generalmente “porca miseria”. L’espressione è nata al tempo delle esecuzioni capitali quando i torinesi, non apprezzando il fatto che il Boia guadagnasse soldi uccidendo altri uomini, gli diedero il nomignolo di Fauss. Questa parola in piemontese ha diversi significati tra cui “falso” (il più facile) e “maiale” quello che veniva usato per il boia.

 

11. Badòla

“Badolada” in piemontese significa “stupidaggine”. Da questo sostantivo si è originato l’aggettivo “badòla” che significa appunto “stupido”.

 

12. Badalüc

Un altro termine con cui i piemontesi identificano una persona che ritengono non molto intelligente, dunque “stupida”.

 

13. Fafioché

Letteralmente il significato è “fà-nevicare”, ma il senso vero di questa espressione dialettale è “persona che parla tanto e non conclude niente”.

 

14. Balord

Quasi uguale all’italiano: balordo.

 

15. Barachin

In piemontese il “barachin” è la gavetta o scodella di “tola” (cioè latta) per il pranzo. Si diceva di una persona “povera” che non poteva permettersi un pasto vero. Successivamente “barachin” divenne sinonimo di operaio. Nei tempi di massimo splendore della Fiat a Torino i suoi operai venivano chiamati i barachin d’la Fiat.

 

16. Barbotun

Con questa parola vengono definite dai torinesi e dai piemontesi le persone che si lamentano troppo, i “brontoloni”.

 

17. Baròt

Il “baròt” in piemontese è il bastone. Gli abitanti della città, negli anni passati, hanno usato poi questo termine per definire le persone che venivano dalla campagna, i cosiddetti “villani” o “campagnoli”.

 

18. Bërlichin

Lecchino, ruffiano, leccapiedi in piemontese si dice Bërlichin.

 

19. Bocin

In dialetto piemontese “bocin” significa “vitello”. Nel senso dispregiativo del termine sta ad indicare una “persona con poco cervello”.

 

20. Brut coma la neuit

Brutto o brutta come la notte, nel senso di una persona talmente brutta da far paura, come appunto fa paura fa l’oscurità.

 

21. Cagon

Il significato è abbastanza evidente: “cagon” si dice ad una persona che ha paura di tutto, un “fifone” o più volgarmente un “cagasotto”.

 

22. Calabraje

Una persona poco coraggiosa, che si arrende facilmente, in italiano un “calabrache”.

 

23. Ciampòrgna

Ciampòrgna in piemontese è la “zampogna”, ma detto di una persona vuol dire “pettegola” nel migliore dei casi, “donna di facili costumi” nel peggiore.

 

24. Ciaparat

In piemontese “ciapa” è un verbo e significa “acchiappare” e “rat” invece vuol dire “topo”. Letteralmente l’espressione significa “acchiappa-topi”, mentre il significato vero è quello di “fanfarone”, “incapace”.

 

25. Contabale

Letteralmente “raccontaballe”!

 

26. Facia ‘d tòla

“Facia” in piemontese significa “faccia”, mentre “tòla” vuol dire “latta” o comunque “metallo poco pregiato”. Potremmo dunque tradurre in italiano l’espressione “Facia ‘d tòla” con “faccia di bronzo”.

 

27. Fanfaluch

“Fanfalüca” in piemontese vuole dire “frottola”, “bugia”, “menzogna”. Un “fanfaluch” è dunque colui che racconta bugie, un “raccontafrottole”.

 

28. Mesi causset

“Mesi” in piemontese significa “metà” e “causset” invece “calza”. Da lì il passo è breve, “Mesi causset” significa “mezza calza”, cioè una persona che vale davvero poco.

 

29. Rompabale

La parola non lascia spazio ad equivoci essendo molto vicina all’italiano. Eh sì, significa proprio “rompiscatole” ed è molto utilizzata ancora oggi.

 

30. Tabaleuri

Forse i piemontesi pensavano che i “suonatori di timpani”, i “tabaleuri” appunto, con il passare del tempo accusassero problemi di udito e comprensione; per questo il termine ha iniziato a definire una persona “poco sveglia” e un po’ “scema”?

 

Non abbiamo resistito e ne abbiamo cercate di nuove. Ecco altre 20 curiose parolacce in piemontese:

 

31. Parpagnacu

Questa parola indica una persona dalla corporatura abbastanza importante e dai movimenti goffi e poco eleganti.

 

32. Falabrac

In piemontese questa parola indica una persona sciocca, stupida e che non è in grado di fare nulla… in poche parole un inetto!

 

33. Ciapa-ciuc (o ciapaciuc)

Un ciapa-ciuc è una persona non onesta, anzi un vero e proprio imbroglione.

 

34. Turlupupu

Il significato di questa parola è “sciocco”, “folle”, “pazzo”… insomma un sinonimo un po’ più particolare di “Fol”.

 

35. Fabioc

Significa “tonto”, non si può sbagliare. Lo stesso significato hanno le parole “tardoc” e “gnoc”, sinonimi di “fabioc”.

 

36. Lumasson

Questa parola in piemontese significa “lumacone”, detto di una persona prende l’accezione di “persona viscida”, come in italiano.

 

37. Garula

Su questo sostantivo ci sono due scuole di pensiero: secondo alcuni “il garula” è una persona un po’ ingenua (un fessacchiotto insomma), mentre secondo altri la parola indica una persona che parla troppo (pettegolo/a), in particolare riferito al genere femminile.

 

38. Patelavache

“Patela” in piemontese significa “percossa, colpo” e “vache” significa “mucca”. L’espressione unita significa letteralmente “colui che picchia la mucca”, ovvero un mandriano, intendendo con questo una persona grezza e priva di classe.

 

39. Gasepiu

Una persona un po’ così così, alla buona, un po’ tontarella è un gasepiu.

 

40. Baravantan

Uno un po’ matto, un po’ scapestrato, un po’ scompigliato, un po’ con la testa tra le nuvole… uno un po’ strano insomma, un baravantan!

 

41. Cutu

Cutu deriva da “cutulengu” anzi potrebbe essere più semplicemente la sua abbreviazione. Entrambi indicano una persona stupida.

 

42. Blagor (o blagheur)

Il sostantivo “blagor” deriva dal verbo “blaghé” che significa “mettersi in mostra ostentatamente”. Per estensione del termine, blagor ha assunto il significato di “spaccone”, “presuntuoso”, “persona che si da delle arie”.

 

43. Bacioc

Persona di non bell’aspetto o, molto meno diplomaticamente, traducile con “sgorbio”.

 

44. Fagnan

Una persona che non ha voglia di fare niente è un “fagnan”, ovvero uno scansafatiche.

 

45. Bataro

Una persona grossolana e sempliciotta viene definita in piemontese “bataro”.

 

46. Pepia

Con “pepia” in piemontese si designa una vecchia brontolona o una donna acida.

 

47. Savata

In piemontese la “savata” è la “ciabatta”. Definire una persona in questo modo equivale a dirle che non vale niente.

 

48. Baloss

Questa parola assume due significati a seconda dell’età della persona a cui la si dice. Se è indirizza ad un bambino significa “birichino”, se invece è indirizzata ad un adulto prenderà il significato di “canaglia”.

 

49. Ciapa-Ciapa

La parola significa in piemontese “inganno” e riferito ad una persona indica un imbroglione, un impostore.

 

50. Frusta-cadreghe

La “cadrega” è la “sedia” in piemontese, mentre “frusta” è un verbo e significa “logorare”. Letteralmente “frusta-cadreghe” significa “logora-sedie”, ovvero una persona che non fa niente, un poltrone.

 

Se volete continuare il viaggio tra le espressioni ed i modi di dire tipici del Piemonte, ecco la lista dei 20 migliori proverbi piemontesi.

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