Cappella della Sindone di Torino: dall’Europa un prestigioso premio per il restauro

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Cappella della Sindone di Torino: dall’Europa un prestigioso premio per il restauro

L’Europa premia i Musei Reali di Torino per il restauro della Cappella della Sindone che da quest’anno è nuovamente visitabile dopo i lavori che hanno permesso a questo gioiello torinese di rinascere dopo l’incendio del 1997.

 

Grazie al recupero della Cappella della Sindone, i Musei Reali di Torino sono tra i 25 vincitori del più prestigioso riconoscimento a livello europeo, i “Premi del patrimonio europeo / premi Europa Nostra 2019“, selezionati per gli eccellenti risultati che hanno ottenuto nel campo della conservazione, della ricerca, della dedizione (contributi esemplari), dell’educazione, formazione e sensibilizzazione. La premiazione dei 25 vincitori avverrà a Parigi il 29 ottobre 2019 durante una Cerimonia di alto profilo all’interno del Congresso del Patrimonio Europeo.

 

Nella notte tra l’11 e il 12 aprile 1997 un grave incendio divampato all’interno della Cappella della Sindone di Torino provocò gravissimi danni alla struttura. La bellissima Cappella barocca, capolavoro dell’architetto Guarino Guarini, era stata costruita per ospitare la reliquia della Santa Sindone. La Cappella era stata già stata chiusa in realtà per ragioni di sicurezza nel 1990 a causa della caduta di un pezzo di marmo da una cornice.

 


Foto di Daniele Bottallo

 

L’incendio segnò l’inizio di un lungo e impegnativo lavoro di restauro strutturale e architettonico, reso ancora più complesso dal fatto che la struttura portante della Cappella non era mai stata completamente indagata e interpretata. Il restauro è stato finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con il sostegno della Compagnia di San Paolo, della Fondazione La Stampa -Specchio dei Tempi, della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, di Iren SpA e di Performance in Lighting.

 

L’entità dei danni fu davvero enorme. Lo shock termico, causato dal calore delle fiamme e dell’acqua di spegnimento, aveva causato profonde fratture negli elementi di marmo che formano il guscio interno dell’edificio e la rottura delle cerchiature metalliche. Il rischio che la struttura collassasse da un momento all’altro era molto alto. Molte delle colonne di marmo erano esplose e gli apparati decorativi erano irrimediabilmente danneggiati. Oltre l’80% della superficie marmorea della Cappella doveva essere ripristinata. Durante il restauro 1.400 elementi gravemente danneggiati sono stati integralmente sostituiti e i restanti 4.050 sono stati consolidati e conservati. La cava di Frabosa Soprana in Piemonte, dalla quale venivano originariamente estratti il marmo nero e grigio, è stata appositamente riaperta. I frammenti riutilizzabili sono stati ricollocati in opera e i marmi nuovi e quelli originali sono stati raccordati cromaticamente. Ora l’architettura straordinariamente complessa della Cappella è tornata a reggersi autonomamente, senza necessità di supporti, secondo la concezione originale di Guarino Guarini.

 

Sono stati inseriti inoltre nuovi sistemi di sicurezza e di illuminazione all’interno della Cappella per garantire la massima fruibilità da parte del pubblico, insieme a nuovi elementi educativi, come video e postazioni di realtà virtuale. Grazie alla determinazione e al lavoro che ha coinvolto centinaia di persone in un restauro molto delicato, durato venti anni, l’edificio è ora nuovamente accessibile al pubblico nel percorso di visita dei Musei Reali di Torino.

 

La giuria europea ha elogiato il progetto per essere stato “una risposta attenta a un evento drammatico che si è verificato in uno dei più importanti edifici barocchi in Europa. È stato tecnicamente sfidante, data la struttura molto particolare dell’edificio, ma è stata garantita la massima conservazione della fabbrica esistente.”

 

Una grande bella soddisfazione per i Musei Reali di Torino e per la città intera che si aggiunge alla più grande soddisfazione di poter finalmente vedere di nuovo questo gioiello torinese.

Pubblicato il 21 Maggio 2019

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