L’ora del Vermouth di Torino: ritorna in città la storica “merenda sinoira” dell’800

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L’ora del Vermouth di Torino: ritorna in città la storica “merenda sinoira” dell’800

Turismo Torino e Provincia e il Consorzio del Vermouth di Torino hanno lanciato Extra Vermouth – l’ora del Vermouth di Torino, aromi e sapori da gustare. Il progetto è nato con l’obiettivo di valorizzare un’eccellenza sabauda che trova le sue origini nel 1800 con “L’ora del Vermouth”: un momento, circa un’ora prima della cena, durante il quale i torinesi erano soliti degustare il Vermouth di Torino accompagnato dai “piat ‘d rinforss“, ovvero i piattini di rinforzo che prevedevano alcune specialità tipiche della gastronomia torinese come olive, acciughe, insalate, peperoni in aceto, salsicciotto o prosciutto affettato e altre prelibatezze.

 

Il Vermouth di Torino è il più famoso vino aromatizzato italiano, già apprezzato alla corte reale dei Savoia. Il suo nome deriva dal termine tedesco wermut che definisce l’Artemisia absinthium (assenzio maggiore), base aromatica principale nella preparazione di questo vino le cui origini si perdono nei primi secoli dopo Cristo.

 

Per molti secoli l’utilizzo del vino aromatizzato è stato quasi esclusivamente a scopo medicinale, ma durante il Rinascimento il sempre maggior utilizzo delle spezie provenienti dall’Oriente (cannella, chiodi di garofano e rabarbaro) offrì la possibilità di arricchire la ricetta aggiungendovi nuove note aromatiche. Fu poi dal 1400 che i liquoristi torinesi iniziarono a distinguersi per la perizia nell’arte della distillazione fino a ottenere, già nel Settecento, grande fama anche al di fuori dello Stivale. Nell’Ottocento e Novecento il Vermouth, diventato ormai famoso anche all’estero nelle sue due varianti bianco e rosso, vide definire con un Regio decreto le sue caratteristiche. È dunque proprio dal capoluogo piemontese che ha inizio lo sviluppo del Vermouth di Torino, come lo conosciamo oggi, non più rimedio medicinale, ma bevanda per aperitivo conviviale.

 

L’iniziativa Extra Vermouth – l’ora del Vermouth di Torino, aromi e sapori da gustare, è nata proprio per far scoprire ai turisti e riscoprire ai torinesi questa eccellenza che da secoli fa parte della tradizione sabauda e che è alla base dell’odierno aperitivo pre-cena.

 

Numerosi locali storici e non, hanno aderito all’iniziativa proponendo il nuovo format Extra-Vermouth che prevede: 3 degustazioni di Vermouth in purezza oppure 1 degustazione in purezza e 1 cocktail abbinati a 4 assaggi di piatti o prodotti tipici piemontesi, evocativi del concetto di merenda sinoira, e 1 assaggio dolce, come per esempio le bignole, per concludere in dolcezza.

 

 

La proposta Extra Vermouth è disponibile in molti locali torinesi che, per partecipare all’iniziativa promossa da Turismo Torino, devono rispettare un preciso decalogo: utilizzare esclusivamente il Vermouth di Torino, avere a disposizione 3 marche diverse e 5 differenti tipologie tra Extra Dry, Dry, Bianco, Ambrato, Rosso, Superiore. Il Vermouth di Torino deve essere servito freddo, con o senza ghiaccio (a circa 10 °C) in purezza con la sua guarnizione più classica con scorza di limone o di arancia, non trattata o biologica. È inoltre raccomandato l’uso di un bicchiere a calice del tipo “Nick and Nora” oppure quelli tradizionali da servizio da Vermouth. Per quanto riguarda i piattini, ogni locale avrà la sua personale proposta di assaggi che accompagnerà la degustazione.

 

Informazioni Pratiche

 

Dove:
Tra i vari locali ci sono: Affini -100 Vini & Affini; Busca; Caffè Elena; Caffè Platti; Distilleria Quaglia; Gelateria Pepino 1884; Goustò; La Drogheria; Le Putrelle; Pasticceria Gerla 1927; Rossorubino; Scalo +; Smile Tree; Stratta; Terrazza Cocchi in Cloud9 e altri.

 

Orari:
Tutti i giorni (è gradita la prenotazione)

 

Tariffe:
18€ a persona

 

Per ulteriori informazioni e per conoscere la disponibilità vi invitiamo a contattare direttamente i locali che aderiscono all’iniziativa. Per informazioni sull’iniziativa e sui locali aderenti potete visitare il sito www.turismotorino.org.

Pubblicato il 21 Dicembre 2021
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