Nuovi tesori alla Palazzina di Caccia di Stupinigi: aprono le Sale Crivelli e Principini

Nuovi tesori alla Palazzina di Caccia di Stupinigi: aprono le Sale Crivelli e Principini

La Palazzina di Caccia di Stupinigi (Nichelino) si rifà il look e allarga il suo percorso di visita. A cent’anni dalla nascita del Museo dell’Ammobiliamento, la residenza sabauda svela al pubblico due nuovi ambienti: la Sala Crivelli e la Sala Principini. Si tratta di un’occasione unica per riscoprire un lato meno noto, ma straordinario, del patrimonio di Stupinigi: una collezione di oltre duecento dipinti tra il Seicento e l’Ottocento, portati qui negli anni Venti del Novecento per la nascita del museo. Le nuove quadrerie offrono un viaggio intimo nella vita di corte, muovendosi tra pittura naturalistica, scene di caccia e i teneri ritratti dei bambini della dinastia.

 

La Sala Crivelli: la natura protagonista
Siamo nell’Appartamento del Re. Qui la nuova sala accoglie quindici tele di Angelo Maria Crivelli (il “Crivellone”) e del figlio Giovanni (il “Crivellino”), due maestri della pittura lombarda tra fine Seicento e metà Settecento. I loro quadri — popolati da animali da cortile, selvaggina, nature morte e fitti boschi — erano un vero e proprio must nelle residenze dei Savoia. Davanti a queste tele ci si incanta per la cura dei dettagli: fagiani, pavoni, lepri e pesci prendono vita grazie a una resa quasi tattile di piumaggi e pellicce. Una curiosità: nel 1733, Filippo Juvarra scelse proprio Giovanni Crivelli per dipingere gli otto paracamini del Salone Centrale, che si possono ammirare ancora oggi.

 

Nuovi tesori alla Palazzina di Caccia di Stupinigi: aprono le Sale Crivelli e Principini

 

La Sala Principini: l’infanzia reale e la moda dell’epoca
Spostandosi nell’Appartamento della Regina, l’atmosfera cambia. La Sala Principini raccoglie ventitré ritratti dedicati ai più piccoli di Casa Savoia e delle famiglie vicine alla corte tra il XVII e il XVIII secolo. È uno sguardo affascinante non solo sull’iconografia dell’epoca, ma anche sulla moda e sui costumi dei bambini aristocratici. Tra le firme spiccano grandi nomi come Francesco Cairo, Maria Giovanna Battista Clementi (la “Clementina”) e Giuseppe Duprà. Il pezzo forte è il grande ritratto del 1636 che raffigura Francesco Giacinto e Carlo Emanuele II con una racchetta da tennis (attribuito a Francesco Cairo). Dopo aver girato il mondo per numerose mostre, la tela torna finalmente a casa in esposizione permanente. Tra abiti da cerimonia in miniatura e simboli dinastici, questi quadri ci raccontano come la vita pubblica dei principi iniziasse fin dalla culla.

 

Il tocco finale: il restauro di Maria Antonia Ferdinanda
Il nuovo percorso accoglie anche un prezioso restauro, quello del ritratto di Maria Antonia Ferdinanda di Savoia, realizzato grazie al sostegno del Rotary Club Distretto 2031. Figlia di Filippo V di Spagna e moglie di Vittorio Amedeo III, la sovrana amava passare le sue estati proprio qui a Stupinigi. Il suo quadro arricchisce l’allestimento, affiancando lo sguardo delle donne della famiglia reale a quello dei principini.

 

Il progetto di allestimento porta la firma dello studio Officina delle Idee con Diego Giachello, mentre le ricerche storiche sono state curate da Stefania De Blasi per il Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”.

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Pubblicato il 29 Maggio 2026

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