La Riserva dei Ciciu del Villar: alla scoperta degli antichi “funghi giganti”

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In provincia di Cuneo e più precisamente nel territorio del comune di Villar San Costanzo, si trova la curiosa Riserva Naturale dei Ciciu del Villar. La riserva, che situata in località Costa Pragamonti (Val Maira) ad una altezza compresa tra 650 e 950 metri, è stata istituita nel 1989 per proteggere i cosiddetti “ciciu ‘d pera” (il termine ciciu in piemontese significa “pupazzo” o “fantoccio” mentre pera significa “pietra”), chiamati anche “piramidi di terra” o “colonne di erosione”.

 

I “ciciu”, i famosi funghi di pietra, sono delle sculture morfologiche naturali il cui “cappello” è costituito da un masso erratico (a volte di grandi dimensioni) ed il cui “gambo” è invece formato da terra e pietrisco.

 

Ciciu del Villar

 

Storicamente si presume che i “ciciu” si siano formati alla fine dell’ultima era glaciale, a causa dello scioglimento dei ghiacciai che provocò l’esondazione del torrente Faussimagna, la seguente erosione delle pendici del monte San Bernardo e la successiva discesa a valle di una grande quantità di detriti che formarono i gambi dei funghi di pietra. I cappelli invece si sono formati in seguito a terremoti e frane che hanno fatto staccare grandi massi dal monte.

 

 

Ovviamente, delle sculture naturali così particolari non potevano non dare origine nel corso dei secoli a varie leggende legate ai culti pagani e cristiani.

 

Diverse leggende attribuiscono la formazione di questi “funghi di pietra” alle famose masche, le streghe piemontesi, che li avrebbero creati grazie a degli incantesimi. Secondo un’altra leggenda, sempre legata alla stregoneria, i funghi sarebbero le masche stesse che sono state trasformate in pietra durante un sabba (convegno di streghe con presenza del diavolo) finito male a causa di un uragano.

 

La leggenda più famosa è legata invece alla figura di San Costanzo, un legionario romano di “Tebea” martirizzato durante la persecuzione dei cristiani operata dall’imperatore Diocleziano. Secondo questa leggenda San Costanzo raggiunse il monte San Bernardo per sfuggire a 100 soldati romani che volevano ucciderlo. Ai soldati che lo minacciavano di morte il santo scagliò una maledizione dicendogli: “O empi incorreggibili, o tristi dal cuore di pietra! In nome del Dio vero vi maledico. Siate pietre anche voi!”, e così dicendo i soldati trasformarono nei ciciu che vediamo oggi. Questo non fu sufficiente a salvare il santo che fu comunque ucciso da altri soldati. Nel luogo in cui fu ucciso si trova il santuario di San Costanzo al Monte, visitabile ancora oggi.

 

Ciciu del Villar

 

La riserva è attrezzata con percorsi, sentieri e servizi (ci sono anche alcune zone pic-nic da poter usare nei periodi primaverili) ed è possibile visitarla tutto l’anno. Che sia con il sole ed il verde del periodo estivo o con la neve e le foglie cadute del periodo più freddo, questi giganti naturali che si ergono maestosi nella riserva conferiscono sempre al paesaggio un alone di magia come se fossero la scenografia di una favola di altri tempi. Assolutamente da vedere!

 

Informazioni Pratiche

 

Come arrivare alla Riserva del Ciciu da Torino:
Superata Saluzzo, proseguite sulla S.S. 589 in direzione Busca e da lì proseguite per Dronero, sulla S.P. 24. Dopo circa 8 km arriverete all’incrocio per Villar San Costanzo. Lì svoltate a destra e proseguite per altri 2 km, seguendo le indicazioni fino ad arrivare all’ingresso della riserva.

 

Orario:
L’area è sempre aperta e visitabile tutto l’anno, è dotata di servizi igienici e di aree attrezzate per il pic-nic.
Da aprile a novembre la Riserva naturale è gestita dall’associazione Conitours-ProVillar.

 

Tariffe:
La tariffa d’ingresso per il 2021 è di 3 euro, gratuità per i bambini fino a 12 anni, disabili e un accompagnatore. I biglietti si possono anche acquistare on-line su cuneoalps.it. Sullo stesso sito si prenotano anche visite guidate e il noleggio di biciclette.

 

Orari e tariffe potrebbero subire variazioni. Per ulteriori informazioni potete telefonare al 3271176661 o scrivere a riservadeiciciu@provillar.it.

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