I 7 libri più belli ambientati a Torino

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Per quel che riguarda il mondo dell’editoria e dei libri, Torino è una delle più importanti città italiane. Nel corso degli anni, nel capoluogo piemontese si sono sviluppate tantissime case editrici e altrettanti scrittori, filosofi, poeti e letterati sono nati qui o vi hanno soggiornato qui per un periodo breve o lungo della loro vita. Pensiamo ad importanti nomi della filosofia come Nietzsche e Rousseau, che qui hanno soggiornato per diverso tempo o a Fenoglio e Pavese, due delle più importanti penne italiane della prima metà del XX secolo.

 

Le strade di Torino, i suoi monumenti, le piazze, la sua atmosfera magica e la sua ricca storia hanno ispirato tantissimi autori, italiani e stranieri, che hanno scritto bellissime opere ambientate in questa città.

 

Tra le tante abbiamo scelto le nostre preferite. Ecco la selezione di GuidaTorino dei 7 romanzi più belli ambientati a Torino.

 

1. Cuore (Edmondo De Amicis)

Come si può non iniziare questa letterata classifica con uno dei capolavori simbolo della letteratura per ragazzi. Ambientato nella Torino dell’unità d’Italia, l’opera più famosa di Edmondo de Amicis è un bellissimo spaccato della storia italiana raccontata attraverso gli occhi e la penna di un bambino. Un romanzo per cercare di superare le differenze sociali e culturali che caratterizzavano l’Italia e che si pone quindi perfettamente nel clima unitario del momento storico.

 

2. Lessico Famigliare (Natalia Ginzburg)

Le parole sono le protagoniste del grande capolavoro di una delle più importanti figure della letteratura italiana del ‘900. Attraverso il resoconto autobiografico, la Ginzburg descrive dall’interno, attraverso comportamenti, episodi e soprattutto parole, la vita quotidiana dei Levi, una famiglia ebrea e antifascista che vive nella Torino degli anni ’30. Un libro-testimonianza che si è aggiudicato il Premio Strega nel 1963.

 

3. La solitudine dei numeri primi (Paolo Giordano)

Molto più recente rispetto ai primi due è il libro d’esordio di Paolo Giordano, autore torinese classe 1982 e vincitore (il più giovane) del Premio Strega nel 2008. Un romanzo di formazione che narra la storia di Alice e Mattia le cui vite sono state segnate da dolorose vicende della loro infanzia. Al libro è ispirato l’omonimo film, uscito nel 2010 per la regia di Saverio Costanzo.

 

4. Il cimitero di Praga (Umberto Eco)

Nel 2010 Umberto Eco ha pubblicato il suo sesto romanzo, ambientato questa volta tra Torino, Parigi e Palermo. Il protagonista del libro, il capitano Simone Simonini è un falsario cinico del XIX secolo ed è l’unico personaggio di fantasia dell’opera. Gli altri sono tutti protagonisti del Risorgimento realmente esistiti. Un’altra grande opera del filosofo e scrittore piemontese.

 

5. La casa in Collina (Cesare Pavese)

Ambientato a Torino e nelle zone circostanti, La Casa in Collina è uno dei più bei romanzi di Cesare Pavese. Una storia individuale immersa in quella della Seconda Guerra Mondiale, la voglia di solitudine e l’impegno civile, la vita di campagna e quella di città, la pace interiore e il caos esteriore della guerra. Questi i temi al centro di quello che può essere considerato il momento forse più maturo nell’opera dello scrittore piemontese.

 

6. La giornata d’uno scrutatore (Italo Calvino)

Calvino ha impiegato dieci anni per scrivere questo libro che segna uno spartiacque importante nella sua opera, avendo al suo interno le tematiche affrontate in passato, ma anche quelle che saranno presenti nell’opera futura. Il romanzo racconta la storia di Amerigo Ormea, intellettuale comunista, il cui scopo è quello di impedire che le persone deboli vengano indottrinate da religiosi e convinte a votare per la DC. Si tratta di un libro autobiografico il cui protagonista è l’alter ego dell’autore.

 

7. La donna della domenica (Fruttero&Lucentini)

Non poteva mancare nella classifica dei romanzi più belli ambientati a Torino un lavoro del duo letterario più importante del giallo italiano: Fruttero&Lucentini. Ambientato a Torino, il romanzo narra delle indagini del Commissario Santamaria sull’omocidio di Garrone, architetto che vive di espedienti ai margini della Torino borghese. Il commissario riuscirà a risolvere il caso grazie ad un proverbio piemontese che recita così “La cativa lavandera a treuva mai lo bon-a pèra”, ovvero la cattiva lavandaia non trova mai la pietra buona.

 

Se non avete ancora letto uno di questi bellissimi libri, non aspettate oltre e andate in una delle tante librerie di Torino per prendere il prossimo libro che vi farà compagnia.

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