Da Torino arriva la “Food Bag” e la petizione per non sprecare il cibo nei ristoranti

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Da Torino arriva la “Food Bag” e la petizione per non sprecare il cibo nei ristoranti

In questi giorni si svolge a Torino l’edizione 2020 del Festival del Giornalismo Alimentare che nelle scorse settimane ha lanciato una petizione per ridurre i rifiuti alimentari su Change.Org. La proposta del festival torinese è quella di rendere obbligatorio l’uso della “Food Bag”, la scatola che ogni ristoratore dovrebbe consegnare ai clienti per portare a casa il cibo pagato e non consumato.

 

In Italia lo spreco di alimenti vale ogni anno dai 300 ai 400 euro per famiglia: per questo motivo fra gli obiettivi principali del Festival del Giornalismo Alimentare 2020 c’è quello di contribuire a comunicare questo grande tema. A ogni partecipante, infatti, sarà consegnata una speciale “Food Bag” firmata Festival realizzata dal progetto reBOX in collaborazione con Edenred, da assemblare in pochi passaggi con il decalogo per la giusta conservazione del cibo avanzato.

 

In Francia da 4 anni è in vigore una legge che obbliga i ristoranti a consegnare il cibo avanzato dai clienti se questi lo richiedono. In Italia la richiesta al ristoratore è ancora tabù e il ristoratore non lo propone quasi mai: in questo modo si buttano via soldi e si alimenta la piaga dello spreco alimentare. Lo spreco di cibo nei ristoranti italiani è altissimo: supera il 30 per cento dei pasti ordinati. Ma c’è ancora troppa timidezza, pudore, e in molti casi addirittura vergogna da parte dei clienti nel richiedere la doggy bag, che sarebbe appunto più corretto chiamare “Food Bag” perché il cibo conservato può e deve essere consumato dalle persone. Purtroppo ancora oggi il 25 per cento degli italiani considera la richiesta del cibo avanzato come «volgare, da maleducati e da poveracci»

 

Proprio per questo dal festival torinese è partita la petizione diretta a Teresa Bellanova, Ministra delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per rendere obbligatorio nei ristoranti l’utilizzo di una scatola per il cibo avanzato da consegnare al cliente. Una “Food Bag” realizzata però con materiali adeguati al contatto con gli alimenti e al trasporto e che mostri, stampato, un decalogo per la corretta conservazione del cibo. Il decalogo vuole essere anche un forte richiamo all’educazione antispreco e alla sicurezza alimentare.

 

Da qui la proposta del Festival del Giornalismo Alimentare di dare un incentivo in più ai ristoratori, introducendo uno sgravio fiscale per chi usa, con regolarità la cosiddetta doggy bag. Sarebbe un modo per spingere tutti i locali pubblici all’uso di questo strumento antispreco.

 

Una soluzione interessante e giusta per combattere lo spreco alimentare che, speriamo, partendo da Torino arrivi fino a Roma per una proposta di legge che permetta lo sviluppo delle Food Bag in tutti i ristoranti del nostro Paese.

 

Potete leggere e firmare la petizione a questo link.

Pubblicato il 24 Febbraio 2020
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