Le “Vedette di Torino”: le 3 opere d’arte sospese sui tetti della città

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Le “Vedette di Torino”: le 3 opere d’arte sospese sui tetti della città

Sospesa tra montagne e collina, sui tetti di alcuni edifici di Torino si ergono sculture che di giorno e di notte arricchiscono il panorama cittadino con nuovi elementi. Dal palazzo con il piercing al toro che sbuca dal muro di un edificio del centro: i palazzi del capoluogo piemontese non sono d’altronde nuovi a questo genere di incursioni artistiche che contribuiscono a creare un dialogo tra il passato e il presente in una città che ha sempre mostrato particolare inclinazione per l’arte e la sperimentazione.

 

A Torino è nata ad esempio la manifestazione Luci d’Artista e, sempre sotto la Mole, nel mese di novembre si svolgono alcune delle fiere d’arte contemporanea più importanti d’Italia.

 

Uno degli artisti che maggiormente ha contribuito a queste incursioni sui palazzi di Torino è Richi Ferrero, torinese classe 1951 autore di numerose opere tra cui Il Giardino Barocco Verticale, nel Cortile di Palazzo Valperga Galleani in Via Alfieri 6 che fa parte del circuito di Luci d’Artista.

 

Oggi però vi portiamo alla scoperta di un altro progetto a firma Richi Ferrero, ovvero le vedette di Torino, una serie di tre sculture collocate sopra i tetti di alcuni palazzi della città. Alti, sottili, armati di lance, frecce, dardi, a piedi e a cavallo: così l’artista Richi Ferrero ha concepito le vedette di Torino, sculture luminose che, sporgendosi dai tetti, con la loro luce ridisegnano il profilo della notte.

 

Grande Guerriero

La prima installazione di questo tipo è stata quella del Grande Guerriero, realizzazione tridimensionale di un disegno al tratto dell’artista stesso. La scultura (collezione privata) di un cacciatore-guerriero primitivo è stata collocata nel 2006 al piano più alto di uno stabile di corso Matteotti, nel centro di Torino. L’opera con il suo colore antracite assume durante il giorno le caratteristiche di un disegno sul foglio del cielo. Dopo il tramonto invece, grazie a una particolare vernice trasparente, assume una colorazione azzurro-ghiaccio che buca il nero della notte.

 

Indirizzo: corso Matteotti

 

Le due successive opere sono nate invece dalla collaborazione di Ferrero e Building di Piero Boffa, importante gruppo di progettazione e costruzione del capoluogo piemontese che dopo aver lavorato insieme all’artista per il Giardino Barocco del palazzo The Number 6 di via Alfieri 6, decretata da ArchDaily come “La casa più bella del mondo” premiandola con il Building of the Year 2015, ha continuato con altri interessanti progetti di unione tra arte e architettura. Grazie a questa collaborazione, altre due sculture si ergono da qualche anno sui tetti della città sabauda arricchendo il nuovo patrimonio artistico cittadino.

 

Sagittaurus

Sagittaurus scultura tetti Torino
Sagittaurus scultura Richi Ferrero Torino

Nel mese di giugno 2015 è stata aggiunta Sagittaurus, una sorta di “guardiano” della città. Seconda vedetta luminosa che veglia sui tetti di Corso Massimo d’Azeglio, Sagittaurus rappresenta il connubio tra un conquistatore dotato di arco e frecce e un toro, simbolo dei Taurini, gli antichi abitanti delle foreste tra i tre fiumi Po, Dora e Stura, dove è poi sorto il presidio romano, primo nucleo della città di Augusta Taurinorum.

 

Indirizzo: corso Massimo D’Azeglio, all’angolo con corso Vittorio

 

Equìnox

Equinox scultura tetti Torino
equinox scultura Richi Ferrero Torino

Ultima, in ordine di tempo, delle vedette di Torino, Equìnox si erge maestosa sull’attico di un palazzo del ‘600, sospesa tra montagne e collina sulla città che LeCorbusier sosteneva avere la migliore posizione naturalistica del mondo. La scultura, armata di balestra, sembra spiccare con il suo cavallo un salto dai tetti di Torino fino alle nuvole.

 

Indirizzo: all’angolo tra le vie Lagrange e Giolitti

 

Una triade di guerrieri veglia la città dai suoi tetti. Li ho concepiti – spiega l’artista Richi Ferrero – in modo che ciascuna opera, di giorno, si disegni sul cielo della città come un segno di matita su un foglio mentre al tramonto un particolare rivestimento combinandosi con la luce che li veste li restituisce alla visione come se emettessero luce propria. I miei guerrieri non sono né invasori né conquistatori, ma vedette del territorio mentale”.

 

Quando vi trovate in queste zone della città non dimenticate di alzare lo sguardo per ammirare queste vedette che arricchiscono il panorama cittadino.

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